USO DEI DATI DI CATTURA/RICATTURA PER LO STUDIO DELLE ROTTE MIGRATORIE DELLE RONDINI

di Pierfrancesco Micheloni

Si deve alle circa 35.000 rondini inanellate ad Ebbaken Boje (Nigeria) ed alle quasi 300 ricatturate tra Ebbaken e l'Europa se attualmente siamo nella condizione di avere maggiore conoscenza delle rondini che svernano in quella zona dell'Africa.

Una buona parte delle rondini che trascorrono l'inverno ad Ebbaken provengono dai Paesi Bassi, dal Belgio, dalla Svizzera e dall'Italia Nordoccidentale. Ritengo che vi siano presenti anche rondini della Francia Nordorientale e della Germania Occidentale, ma al riguardo i dati sono carenti, probabilmente a causa della scarsità di sforzo di cattura che in tali nazioni si rivolge alle rondini.

Guardando la cartina balza all'occhio come non una delle rondini nidificanti in Inghilterra passi l'inverno ad Ebbaken e ritengo che altrettanto valga anche per le rondini che vanno a riprodursi in Scandinavia.

È possibile usare i dati di inanellamento/ricattura per analizzare le rotte migratorie delle rondini. In questo modo si può osservare che le rondini svernanti ad Ebbaken, in autunno usano le due principali penisole europee (quella iberica e quella italiana) per transitare verso il continente africano.

Abbiamo la certezza che le rondini danesi, belghe ed inglesi usano la penisola iberica. Non altrettanto chiara è l'origine delle rondini che in autunno attraversano l'Italia o la Slovenia: probabilmente rappresentano una parte della popolazione nidificante in Germania centrale.

In primavera, le rondini che hanno trascorso l'inverno ad Ebbaken utilizzano rotte del tutto diverse per tornare in Europa. Nella migrazione primaverile sembrano preferite rotte che attraversano il Mediterraneo centrale.

È possibile che i dati siano influenzati in qualche maniera dalla grossa mole di catture attuata durante il “Progetto Piccole Isole”, nel quale si utilizzano proprio siti dislocati sulle piccole isole mediterranee per studiare, mediante l'inanellamento, le modalità di migrazione primaverile dei piccoli passeriformi europei. È stato comunque ormai accertato che molti di questi in primavera affrontano rotte più brevi e dirette, di deciso attraversamento del Mediterraneo, per rioccupare i territori di nidificazione europei con la massima celerità.

All'opposto in autunno le rondini sono spinte a lasciare l'Europa più dalla scarsità di cibo e dall'evoluzione delle condizioni meterologiche che da altri fattori: se c'è disponibilità di cibo e il tempo si mantiene favorevole possono ritardare la partenza, o intraprendere viaggi su rotte più lunghe, dato che non hanno fretta di raggiungere i quartieri di svernamento, dove si sottoporranno ad una muta completa del piumaggio.