Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione "Cookie Policy"

logotype

Contributi esterni

 

 

 

Successo riprdouttivo della Passera domestica lungo un gradiente urbano 

 

 

INTRODUZIONE

Le evidenze indicano ormai una vasta riduzione delle popolazioni di Passera domestica in molte città e cittadine europee. Nelle aree urbane e suburbane britanniche il declino sembra essere iniziato a metà degli anni ’80, continuando per tutti gli anni ’90 (Summer–Smith, 2003; Robinson et al., 2005). Il cambiamento meglio documentato riguarda Londra, dove il numero di Passeri nidificanti è sceso del 60% fra il 1994 e il 2004 (Raven et al., 2005). Monitoraggi su scala minore suggeriscono una perdita del 85% nei giardini di Kensigton, Londra (1925 – 1995), del 95% nell’area suburbana di Glasgow (1959 – 1997), del 90% in un parco di Edinburgo (1983 – 1998) e del 75% nei sobborghi di Amburgo (1991 – 1999) (Summer–Smith, 1999; Dott & Brown, 2000; Mitschke et al., 2000). La Passera domestica è stata recentemente aggiunta alla lista delle specie prioritarie del Piano di Azione Inglese per la Biodiversità, ed il suo status in Europa non è più considerato sicuro (Baillie et al., 2007). Un così ampio e rapido declino di una specie tanto familiare nei nostri giardini ha generato una forte speculazione sulle possibili cause ambientali ad esso sottese (McCarthy, 2000; Summer–Smith, 2003; Beckerman et al., 2007). Il monitoraggio estensivo del successo riproduttivo della specie in Gran Bretagna ha evidenziato una riduzione media nella dimensione delle covate (da circa 3,5 alla fine degli anni ’80 a 2,7 nel 2003; Baillie et al., 2007), suggerendo che la mortalità dei pulli sia un fenomeno diffuso ed in incremento. Summer–Smith, (2003, 2007) ha ipotizzato che il periodo di declino della popolazione e la locale redistribuzione dei passeri nidificanti siano in qualche modo compatibili con l’impatto causato dall’inquinamento da traffico sulla specie, probabilmente con un meccanismo indiretto collegato alla disponibilità di prede (invertebrati). Si sa che le emissioni degli autoveicoli hanno una molteplicità di effetti sulla fisiologia delle piante e sulla crescita, ma gli effetti prodotti sugli invertebrati sono molto meno compresi (Bignal et al., 2004).

Il presente studio intende approcciare tre principali questioni. Innanzi tutto capire se la produttività annuale delle popolazioni di passera domestica che nidificano nei giardini delle zone suburbane e rurali sia sufficiente a mantenere la dimensione di popolazione e quindi se possa costituire un potenziale fattore demografico di declino della popolazione. Secondariamente capire se gli stress nutrizionali (così come riflessi dalla mortalità dei pulli e dalle condizioni fisiche) limitino il successo riproduttivo ed in terzo luogo quale sia l’impatto relativo sul successo riproduttivo delle condizioni atmosferiche prevalenti, della composizione dell’habitat e dell’inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare in prossimità dei nidi.

Per rispondere a queste domande abbiamo studiato il successo riproduttivo della Passera domestica lungo un gradiente urbano – suburbano – rurale per assicurare una vasta gamma di variazioni delle variabili ecologiche chiave (McDonnel & Pickett, 1990; Theobald, 2004)

MATERIALI E METODI

Monitoraggio dei nidi e covarianza del successo riproduttivo

Tra il 2001 e il 2003 abbiamo studiato il successo riproduttivo in un popolazione in declino di Passera domestica che nidificava in cassette nido artificiali, in nove diverse aree di studio all’interno e attorno alla città di Leicester, Inghilterra. Le cassette nido erano state posizionate in zone conosciute per ospitare la specie, ma i tassi di occupazione dei nidi artificiali variavano all’interno delle aree di studio. Le cassette nido erano state fissate sulle pareti degli edifici (in media da 2 a 4 per proprietà, solitamente case unifamiliari) a circa 4 -5 metri di altezza ed in un raggio dai 10 ai 20 metri da strade adiacenti. Sono stati raccolti dati di 258 tentativi di nidificazione provenenti da 104 cassette nido collocate in un range di località che variavano da zone urbane (intendendo aree in cui giardini privati erano collocati all’interno di un raggio di 100 metri, con 4 tentativi registrati nel 2001, 2 nel 2002 e 2 nel 2003), a zone suburbane (giardini privati posti all’interno di un raggio di 100 m.: 9 tentativi nel 2001, 69 nel 2002 e 107 nel 2003) e aree rurali (giardini privati e fattorie all’interno dei 100 m.: 6, 21 e 38 tentativi). Le cassette nido venivano ispezionate almeno una volta alla settimana nel periodo compreso tra inizio Aprile e metà Agosto per assicurare che la maggior parte dei tentativi fosse collocato durante l’usuale periodo di incubazione e il destino della maggioranza dei nidi fosse stabilito con certezza. Il censimento dei maschi adulti (effettuato mediante due uscite di primo mattino tra Febbraio e Maggio, per una copertura di 973 ha. di habitat urbani, suburbani e rurali) ha indicato un decremento del 9% dei riproduttori tra il 2001 ed il 2002 e di un ulteriore 21% tra il 2002 ed il 2003 (Vincent, 2006).

Per ciascun nido abbiamo calcolato ognuno dei seguenti parametri che potevano essere determinati con certezza: data di deposizione del primo uovo (supponendo che venisse deposto un uovo per ciascun giorno e che il periodo di incubazione durasse 11 giorni; Summers-Smith, 1963), dimensione massima della covata, data di schiusa (osservata o stimata attraverso lo sviluppo delle penne dei nidiacei), percentuale di uova schiuse e numero di giovani involati. Le uova infertili ed i nidiacei morti venivano di solito ritrovati all’interno dei nidi. La marcatura delle zampe dei nidiacei più giovani (2-6 giorni) attraverso un pennarello indelebile, e di quelli più adulti (7-10 giorni) con anelli metallici numerati ha consentito di determinare la storia individuale di ogni pullo. I nidiacei sono stati pesati (con precisione a 0,1 g.) e misurati (lunghezza del tarso al 0,1 mm.). Durante la manipolazione molti nidiacei producevano sacche fecali che sono state conservate in alcol al 70% per la successiva determinazione dell’abbondanza relativa di materiale vegetale nella dieta dei pulli, una semplice misura della qualità della loro alimentazione (Vincent, 2006). La composizione dell’habitat è stata mappata all’interno di un raggio di 70 m. da ciascuna cassetta nido occupata, una distanza che, nei sobborghi di Amburgo, includeva il 95% del cibo raccolto dagli adulti (Mitschke et al., 2000). Sono state definite sette categorie di habitat: arbusti a foglia caduca, arbusti sempreverdi, arbusti ornamentali ed aiuole, alberi, prati ed aree ad erbe spontanee, orti e terreni agricoli seminativi, aree cementate.

I dati di inquinamento dell’aria di Leicester sono stati ricavati dal Athmospheric Dispersion Modeling Software (ADMS Urban Version 1.6; Cambridge Enviromental Research Consultants, 2001) che integrava i dati provenienti dai punti di campionamento delle sorgenti inquinanti, dei flussi di traffico e dei dati meteorologici per eseguire delle proiezioni della variazione spaziale nelle concentrazioni di diossido di azoto. Le concentrazioni medie annue specifiche di tale sostanza per il periodo Marzo – Settembre sono state ricavate per ogni zona facente capo ad uno specifico codice postale (in Gran Bretagna tipicamente un codice postale ricomprende tutte le proprietà all’interno di una strada suburbana; l’area mediana dei 35 codici postali occupati  dai nidi nel nostro studio era di 1.9 ha.). Le misure di altre sostanze inquinanti di origine veicolare si sono rivelate strettamente correlate con quelle del diossido di azoto, e quindi non sono state considerate.

Gli afidi sono una componente importante nella dieta dei nidiacei di passero durante i mesi di Giugno e Luglio (Seel, 1969; Bower, 1999). Pertanto nel 2003 è stata stabilita l’abbondanza relativa di afidi durante la fine di giugno e luglio all’interno dell’home range di 32 nidi di passeri. Tali nidi erano stati selezionati per rappresentare l’intera gamma del gradiente di urbanizzazione. Per ciascun home range abbiamo valutato l’abbondanza di afidi su 30-40 alberi ed arbusti a foglia caduca, e su 35-50 piante erbacee in un raggio di 100 m. dal nido. Per la loro classificazione è stato stabilito un punteggio di abbondanza (0= nessun afide, 1= 1-15 afidi, 2= 16-30 afidi, 3= 30 + afidi) riferito ad ogni pianta erbacea e per 10 tipi di germogli selezionati a caso in modo da caratterizzare singoli alberi e arbusti.

Usando modelli misti per identificare i fattori correlati al successo riproduttivo è stata sviluppata una simulazione atta a stimare il successo riproduttivo annuale quando il numero di tentativi di nidificazione è sconosciuto e per stabilire la sensibilità del successo riproduttivo alla variazione di differenti fattori ambientali. Durante 2 dei 3 anni di studio il tasso di riproduzione è stato minore della soglia prevista per mantenere la stabilità della popolazione.

I risultati complessivi di questo interessante studio sono riportati nella presentazione che segue.

 



Sinurbizzazione


Da questo momento si apre sul sito una sezione dedicata al convegno sullo status delle varie specie di passeri in Europa, dal titolo "Passeri in crisi? da Pest a Species of Conservation Concern: Biologia, Problematiche e conservazione dei Passeri" tenutosi a Pisa il 20/03/2009 con il patrocinio della Provincia di Pisa — Assessorato Difesa Fauna, dell'Università di Pisa - centro interdipartimentale di ricerche agroambientali - ed organizzato da Lipu/BirdLife Italia, settore Ecologia Urbana con la diretta supervisione di Marco Dinetti, direttore scientifico della rivista Ecologia Urbana.

Gli atti del convegno sono stati pubblicati integralmente sul numero 1—2009 della rivista Ecologia Urbana - Edizioni Belvedere. Per contattare la redazione ci si può rivolgere alla seguente e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Il primo intervento che ospitiamo è di Maciej Luniak ed è scaricabile a questo indirizzo (pdf, 135kb).
 

 

Rondini in citta'


Il filmato seguente mira a sensibilizzare un po' sul fatto che anche piccoli posti apparentemente insignificanti possono effettivamente essere importanti per certe specie. Dal montaggio non si vede, ma quel canneto è a ridosso della S.S.16 proprio di fronte al parcheggio dell'Ipercoop di Cesano di Senigallia, praicamente incastrato tra una rotatoria della statale e la linea ferroviaria. Tuttavia tra agosto e settembre può ospitare ogni sera 30 - 40.000 rondini in dormitorio. La cosa strana è come questo avvenga apparentemente senza che la gente se ne accorga nemmeno uscendo dal parcheggio del supermercato o transitando lungo la statale. Eppure a volte le rondini oscurano il cielo!

 

  

 

 

SUCCESSO RIPRODUTTIVO DELLA PASSERA DOMESTICA LUNGO UN GRADIENTE URBANO

 

INTRODUZIONE

Le evidenze indicano ormai una vasta riduzione delle popolazioni di Passera domestica in molte città e cittadine europee. Nelle aree urbane e suburbane britanniche il declino sembra essere iniziato a metà degli anni ’80, continuando per tutti gli anni ’90 (Summer–Smith, 2003; Robinson et al., 2005). Il cambiamento meglio documentato riguarda Londra, dove il numero di Passeri nidificanti è sceso del 60% fra il 1994 e il 2004 (Raven et al., 2005). Monitoraggi su scala minore suggeriscono una perdita del 85% nei giardini di Kensigton, Londra (1925 – 1995), del 95% nell’area suburbana di Glasgow (1959 – 1997), del 90% in un parco di Edinburgo (1983 – 1998) e del 75% nei sobborghi di Amburgo (1991 – 1999) (Summer–Smith, 1999; Dott & Brown, 2000; Mitschke et al., 2000). La Passera domestica è stata recentemente aggiunta alla lista delle specie prioritarie del Piano di Azione Inglese per la Biodiversità, ed il suo status in Europa non è più considerato sicuro (Baillie et al., 2007). Un così ampio e rapido declino di una specie tanto familiare nei nostri giardini ha generato una forte speculazione sulle possibili cause ambientali ad esso sottese (McCarthy, 2000; Summer–Smith, 2003; Beckerman et al., 2007). Il monitoraggio estensivo del successo riproduttivo della specie in Gran Bretagna ha evidenziato una riduzione media nella dimensione delle covate (da circa 3,5 alla fine degli anni ’80 a 2,7 nel 2003; Baillie et al., 2007), suggerendo che la mortalità dei pulli sia un fenomeno diffuso ed in incremento. Summer–Smith, (2003, 2007) ha ipotizzato che il periodo di declino della popolazione e la locale redistribuzione dei passeri nidificanti siano in qualche modo compatibili con l’impatto causato dall’inquinamento da traffico sulla specie, probabilmente con un meccanismo indiretto collegato alla disponibilità di prede (invertebrati). Si sa che le emissioni degli autoveicoli hanno una molteplicità di effetti sulla fisiologia delle piante e sulla crescita, ma gli effetti prodotti sugli invertebrati sono molto meno compresi (Bignal et al., 2004).

Il presente studio intende approcciare tre principali questioni. Innanzi tutto capire se la produttività annuale delle popolazioni di passera domestica che nidificano nei giardini delle zone suburbane e rurali sia sufficiente a mantenere la dimensione di popolazione e quindi se possa costituire un potenziale fattore demografico di declino della popolazione. Secondariamente capire se gli stress nutrizionali (così come riflessi dalla mortalità dei pulli e dalle condizioni fisiche) limitino il successo riproduttivo ed in terzo luogo quale sia l’impatto relativo sul successo riproduttivo delle condizioni atmosferiche prevalenti, della composizione dell’habitat e dell’inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare in prossimità dei nidi.

Per rispondere a queste domande abbiamo studiato il successo riproduttivo della Passera domestica lungo un gradiente urbano – suburbano – rurale per assicurare una vasta gamma di variazioni delle variabili ecologiche chiave (McDonnel & Pickett, 1990; Theobald, 2004)

MATERIALI E METODI

Monitoraggio dei nidi e covarianza del successo riproduttivo

Tra il 2001 e il 2003 abbiamo studiato il successo riproduttivo in un popolazione in declino di Passera domestica che nidificava in cassette nido artificiali, in nove diverse aree di studio all’interno e attorno alla città di Leicester, Inghilterra. Le cassette nido erano state posizionate in zone conosciute per ospitare la specie, ma i tassi di occupazione dei nidi artificiali variavano all’interno delle aree di studio. Le cassette nido erano state fissate sulle pareti degli edifici (in media da 2 a 4 per proprietà, solitamente case unifamiliari) a circa 4 -5 metri di altezza ed in un raggio dai 10 ai 20 metri da strade adiacenti. Sono stati raccolti dati di 258 tentativi di nidificazione provenenti da 104 cassette nido collocate in un range di località che variavano da zone urbane (intendendo aree in cui giardini privati erano collocati all’interno di un raggio di 100 metri, con 4 tentativi registrati nel 2001, 2 nel 2002 e 2 nel 2003), a zone suburbane (giardini privati posti all’interno di un raggio di 100 m.: 9 tentativi nel 2001, 69 nel 2002 e 107 nel 2003) e aree rurali (giardini privati e fattorie all’interno dei 100 m.: 6, 21 e 38 tentativi). Le cassette nido venivano ispezionate almeno una volta alla settimana nel periodo compreso tra inizio Aprile e metà Agosto per assicurare che la maggior parte dei tentativi fosse collocato durante l’usuale periodo di incubazione e il destino della maggioranza dei nidi fosse stabilito con certezza. Il censimento dei maschi adulti (effettuato mediante due uscite di primo mattino tra Febbraio e Maggio, per una copertura di 973 ha. di habitat urbani, suburbani e rurali) ha indicato un decremento del 9% dei riproduttori tra il 2001 ed il 2002 e di un ulteriore 21% tra il 2002 ed il 2003 (Vincent, 2006).

Per ciascun nido abbiamo calcolato ognuno dei seguenti parametri che potevano essere determinati con certezza: data di deposizione del primo uovo (supponendo che venisse deposto un uovo per ciascun giorno e che il periodo di incubazione durasse 11 giorni; Summers-Smith, 1963), dimensione massima della covata, data di schiusa (osservata o stimata attraverso lo sviluppo delle penne dei nidiacei), percentuale di uova schiuse e numero di giovani involati. Le uova infertili ed i nidiacei morti venivano di solito ritrovati all’interno dei nidi. La marcatura delle zampe dei nidiacei più giovani (2-6 giorni) attraverso un pennarello indelebile, e di quelli più adulti (7-10 giorni) con anelli metallici numerati ha consentito di determinare la storia individuale di ogni pullo. I nidiacei sono stati pesati (con precisione a 0,1 g.) e misurati (lunghezza del tarso al 0,1 mm.). Durante la manipolazione molti nidiacei producevano sacche fecali che sono state conservate in alcol al 70% per la successiva determinazione dell’abbondanza relativa di materiale vegetale nella dieta dei pulli, una semplice misura della qualità della loro alimentazione (Vincent, 2006). La composizione dell’habitat è stata mappata all’interno di un raggio di 70 m. da ciascuna cassetta nido occupata, una distanza che, nei sobborghi di Amburgo, includeva il 95% del cibo raccolto dagli adulti (Mitschke et al., 2000). Sono state definite sette categorie di habitat: arbusti a foglia caduca, arbusti sempreverdi, arbusti ornamentali ed aiuole, alberi, prati ed aree ad erbe spontanee, orti e terreni agricoli seminativi, aree cementate.

I dati di inquinamento dell’aria di Leicester sono stati ricavati dal Athmospheric Dispersion Modeling Software (ADMS Urban Version 1.6; Cambridge Enviromental Research Consultants, 2001) che integrava i dati provenienti dai punti di campionamento delle sorgenti inquinanti, dei flussi di traffico e dei dati meteorologici per eseguire delle proiezioni della variazione spaziale nelle concentrazioni di diossido di azoto. Le concentrazioni medie annue specifiche di tale sostanza per il periodo Marzo – Settembre sono state ricavate per ogni zona facente capo ad uno specifico codice postale (in Gran Bretagna tipicamente un codice postale ricomprende tutte le proprietà all’interno di una strada suburbana; l’area mediana dei 35 codici postali occupati  dai nidi nel nostro studio era di 1.9 ha.). Le misure di altre sostanze inquinanti di origine veicolare si sono rivelate strettamente correlate con quelle del diossido di azoto, e quindi non sono state considerate.

Gli afidi sono una componente importante nella dieta dei nidiacei di passero durante i mesi di Giugno e Luglio (Seel, 1969; Bower, 1999). Pertanto nel 2003 è stata stabilita l’abbondanza relativa di afidi durante la fine di giugno e luglio all’interno dell’home range di 32 nidi di passeri. Tali nidi erano stati selezionati per rappresentare l’intera gamma del gradiente di urbanizzazione. Per ciascun home range abbiamo valutato l’abbondanza di afidi su 30-40 alberi ed arbusti a foglia caduca, e su 35-50 piante erbacee in un raggio di 100 m. dal nido. Per la loro classificazione è stato stabilito un punteggio di abbondanza (0= nessun afide, 1= 1-15 afidi, 2= 16-30 afidi, 3= 30 + afidi) riferito ad ogni pianta erbacea e per 10 tipi di germogli selezionati a caso in modo da caratterizzare singoli alberi e arbusti.

Usando modelli misti per identificare i fattori correlati al successo riproduttivo è stata sviluppata una simulazione atta a stimare il successo riproduttivo annuale quando il numero di tentativi di nidificazione è sconosciuto e per stabilire la sensibilità del successo riproduttivo alla variazione di differenti fattori ambientali. Durante 2 dei 3 anni di studio il tasso di riproduzione è stato minore della soglia prevista per mantenere la stabilità della popolazione.

I risultati complessivi di questo interessante studio sono riportati nella presentazione che segue.

Visitatori

199901
Oggi
Ieri
Questo Mese
Scorso Mese
311
312
4530
9119

Your IP: 54.82.56.95
Data: 14-12-2017

Tempo

Meteo Marche
2017  A.R.C.A. - Associazione Ricerca Conservazione Avifauna -   by Bioedintorni