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LODOLAI AL TRAMONTO

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 Compaiono all'improvviso poco prima del tramonto e continuano a sfrecciare in cerca di insetti alati, soprattutto grossi coleotteri, anche nella semi oscurità.

La sagoma esile ricorda quella di un rondone, così come la forma a falce delle ali, ma la "calzamaglia" rossa è inconfondibile: il lodolaio (Falco subbuteo) è un rapace dal volo agile caratterizzato dall'alternarsi di planate e picchiate.

Si nutre di piccoli uccelli ed insetti che cattura in volo trattenendoli tra le zampe.

Puntualissimi, tra gli ultimi giorni di maggio e le prime settimane di giugno, si osservano lungo un tratto del litorale senigalliese (Ciarnin) a caccia di coleotteri appartenenti alla specie Anoxia villosa, visibili al calare del sole.

 

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Fig. 1: Un Lodolaio (Falco subbuteo) in attesa di iniziare la caccia, posato su una pianta adiacente il lungomare. In alcuni giorni si radunano in volo oltre 10 lodolai, provenienti dalle campagne circostanti. Le prede sono consumate in volo, trattenute fra le zampe (vedi filmato).

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Fig. 2 e 3: I resti della “cena” dei lodolai. Poiché l’alimentazione avviene in volo durante le fasi di caccia, le parti di esoscheletro degli insetti predati, appartenenti alla Famiglia Melolonthidae, la stessa dei Maggiolini, spesso vengono lasciate cadere sul lungomare. Non è infrequente vedere gli adulti di questi coleotteri sollevarsi in volo dalle tamerici che costeggiano il lungomare, probabilmente attratti anche dalle luci artificiali.


Le femmine di questo insetto, dopo l'accoppiamento, depongono le uova nella sabbia delle dune. Le sue larve, il cui sviluppo in pupa occupa circa 2 anni, trovano sostentamento nelle radici di piante erbacee o in materiale in decomposizione.

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Fig. 4: Un esemplare di Anoxia villosa probabilmente in procinto di deporre ai piedi di un Giglio di mare (Pancratium maritimum) lungo la spiaggia di Senigallia.

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Lodolai giovani ed adulti intrecciano i loro voli dando vita ad uno spettacolo serale che si ripete da almeno il 2017.

Questa specie nidifica in zone pianeggianti e collinari, boscose e alberate, alternate oppure circondate da aree aperte.

Utilizza nidi costruiti su alberi da altre specie, generalmente corvidi.

Il ritorno nelle aree riproduttive e la nidificazione sono tardive (Giacchini, 2007).

In Italia risulta migratore regolare, nidificante e svernante irregolare, nelle Marche migratore regolare e nidificante (Giacchini, 2003).

 

Bibliografia:

  • Giacchini P., 2003. Check-list degli uccelli delle Marche. Riv. Ital. Orn., 73 (I): 25-45. Giacchini P. (a cura di), 2007.
  • Atlante degli uccelli nidificanti nella provincia di Ancona. Provincia di Ancona, IX Settore Tutela dell’Ambiente – Area Flora e Fauna. Ancona.352 pp.

Video e foto: Claudio Sebastianelli, Francesca Morici.

 Montaggio video a cura di Fabrizio Francescangeli

 

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